La transizione energetica entra nelle case degli italiani. Nel 2024 i consumi del settore residenziale si attestano a 26,8 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio), con una crescita dello 0,9% rispetto al 2023. Sotto questa crescita modesta si cela però un cambiamento significativo: il gas, pur rimanendo il combustibile principalmente utilizzato (13,2 Mtep), dal 2010 ha visto ridursi la sua importanza nel mix energetico nazionale del 29,5%. L’energia elettrica ha mantenuto sostanzialmente i medesimi livelli (-0,3 Mtep), mentre le fonti rinnovabili, in particolare pompe di calore e solare termico, crescono a un tasso medio annuo del 16,6% dal 2005. È quanto emerge dalla quindicesima edizione del Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica 2026, curato da ENEA sulla base dei dati disponibili al 2025. Una radiografia aggiornata dei consumi, degli investimenti e delle scelte che disegnano il nuovo profilo energetico del Paese.
Nel dettaglio dei consumi residenziali, il riscaldamento assorbe il 65% e risulta praticamente stabile nel 2024 (-0,8%), seguito da illuminazione e apparecchi elettrici (12%), acqua calda sanitaria (11%), cucina (8%) e raffrescamento (2%).
Sul fronte dei risparmi energetici certificati, il Rapporto rileva che nel 2025 essi hanno raggiunto 5,081 Mtep, corrispondenti all’85% dell’obiettivo intermedio fissato dal PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima), pari a 6 Mtep. Le detrazioni fiscali, che rappresentano il 52% del totale, segnano una contrazione significativa (-37%) rispetto al 2024, conseguenza principalmente della conclusione del SuperEcobonus a fine 2025. Anche Bonus Casa ed Ecobonus registrano diminuzioni importanti. Nel complesso, le altre misure notificate (Certificati Bianchi, Conto Termico, mobilità sostenibile) mantengono livelli di contributo stabili, mostrando un allineamento generale con le stime intermedie del PNIEC.
Per valutare l’effettivo miglioramento del sistema energetico non basta osservare i consumi totali: occorre considerare anche l’intensità energetica, ossia la quantità di energia necessaria per fornire un determinato servizio o ottenere un determinato risultato. Più questo valore è basso, maggiore è l’efficienza. Nel settore residenziale, tra il 2005 e il 2024 l’intensità energetica è diminuita del 22,2%, segnalando un significativo progresso dovuto alla riqualificazione degli edifici, all’adozione di tecnologie più efficienti e a una migliore gestione dei consumi. Nel 2024 il calo è proseguito, seppur in misura contenuta (-0,4%), mentre l’intensità elettrica è aumentata del 2,5%, anche per effetto della crescente diffusione del raffrescamento estivo e delle apparecchiature elettriche. Nel complesso, le famiglie consumano l’energia in modo molto più efficiente rispetto a vent’anni fa.
Il Rapporto ENEA 2026 fotografa una transizione energetica in corso ma ancora lenta nelle abitazioni italiane. Gli incentivi pubblici rappresentano un fattore chiave per accelerarla.
L’Alto Adige fornisce un dato concreto. La Provincia ha stanziato 38 milioni di euro sul bilancio 2026 per contributi che riguardano l’efficienza energetica e la produzione da fonti rinnovabili, innalzando, per alcune misure che riguardano i condomini, la percentuale di contributo fino all’80% dei costi ammissibili di investimento. Entro giugno 2026 sono state presentate 1.745 domande per investimenti totali di circa 140 milioni di euro.
Questo scenario territoriale conferma quanto suggerito dal Rapporto ENEA: quando gli incentivi sono adeguatamente dimensionati, aumenta il numero di famiglie che investono nel risparmio energetico, favorendo il rinnovo del parco edilizio e contribuendo alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni.
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