Campeggiare all’aperto sotto il cielo stellato o scattare foto delle vette con un drone è affascinante. Tuttavia, nelle aree protette ciò non è consentito, e per validi motivi. Il lieve ronzio dei droni, che ormai godono di grande popolarità anche in montagna, è diventato una presenza sempre più frequente in vetta e nei tanti fantastici punti panoramici. Tuttavia, esistono regole precise su dove poter utilizzare i droni. Nei sette parchi naturali dell’Alto Adige e nei principali biotopi o nelle aree naturali protette vige un rigoroso divieto di volo per i droni. I parchi naturali dell’Alto Adige sono soggetti a una particolare tutela paesaggistica che vieta di compromettere la tranquillità di queste aree con rumori fastidiosi e inutili.
Molti tendono a sottovalutare l’impatto dei droni. Il divieto, tuttavia, non è una limitazione arbitraria ma mira a salvaguardare la fauna selvatica. Le evidenze scientifiche mostrano che più il drone vola a bassa quota e nelle dirette vicinanze degli animali, maggiore è il disturbo che ne deriva. E nelle aree molto frequentate, questi effetti si sommano fino a trasformarsi in un fastidio costante.
Gli uccelli, in particolare, sono piuttosto sensibili a questo disturbo: in alcune specie, bastano semplici sorvoli a bassa quota per indurre i volatili ad abbandonare i nidi, rischiando che la covata si raffreddi e che i pulcini muoiano. Anche i mammiferi diurni, naturalmente predisposti a riconoscere minacce provenienti dall’alto, manifestano comportamenti di stress che possono sfociare nella fuga o nell’abbandono definitivo di habitat di particolare pregio.
A ciò si aggiunge il fatto che anche molte persone percepiscono i droni come una fonte di disturbo, sia per il rumore che generano, sia per motivi di privacy o perché interrompono la tranquillità dell’ambiente naturale.
Regole di comportamento nei parchi naturali. Non solo per quanto riguarda i droni, ma anche in altri ambiti, i visitatori non conoscono sempre le regole che disciplinano la fruizione delle aree protette né le motivazioni che le giustificano. Le regole di comportamento sono state introdotte per salvaguardare gli ecosistemi più sensibili dei parchi naturali. Per tale motivo è vietato utilizzare veicoli a motore, abbandonare rifiuti, provocare rumore o accendere fuochi. Inoltre, non è permesso raccogliere piante selvatiche, funghi, minerali o fossili. Anche l’utilizzo di biciclette ed e-bike deve limitarsi ai percorsi appositamente segnalati.
Un’altra regola riguarda il campeggio nei parchi naturali dell’Alto Adige, che è generalmente vietato. L’unica eccezione per pernottare nelle aree protette è rappresentata dal bivacco alpino. Il bivacco è una soluzione di emergenza che implica il pernottamento in montagna in caso di cambiamento improvviso del tempo o di condizioni di stanchezza ed esaurimento fisico. Tale eccezione si basa sul principio secondo cui, in situazioni di emergenza non previste e non prevedibili, è consentito pernottare all’aperto. Questa regola mira a preservare gli ecosistemi più fragili, in particolare la vegetazione e i suoli di alto valore ecologico, particolarmente sensibili alle fonti di disturbo, ma anche la fauna selvatica, che potrebbe essere disturbata dalla presenza umana notturna, dal rumore, dall’accensione di fuochi o dall’abbandono di rifiuti.
Una convivenza rispettosa. Tutte le regole si basano su un principio fondamentale: garantire una convivenza rispettosa tra fauna, natura e uomo”, sottolinea Peter Brunner, assessore provinciale alla Protezione dell’ambiente, della natura e del clima. “Regole chiare per proteggere gli habitat naturali, la fauna, ma anche le persone. Rispettarle significa permettere a tutti di godere di un’esperienza tranquilla e autentica nella natura”.
In determinate condizioni sono comunque previste delle deroghe. Voli con i droni possono essere autorizzati in collaborazione con l’Amministrazione provinciale o per attività di interesse pubblico. Per le riprese a fini scientifici o per rilievi di carattere tecnico, è possibile richiedere un’autorizzazione in deroga all’Ufficio Natura della Provincia. Il significativo interesse per tali attività è testimoniato dal numero di domande presentate: circa 500 dall’inizio del 2025. Restano esclusi dal rilascio delle autorizzazioni i voli a scopo privato, quali video per matrimoni, filmati pubblicitari o promozionali o per divulgazione sui social media, nonché produzioni fotografiche e cinematografiche a fini commerciali.
RESPECT: preservare la natura e il paesaggio. Piuttosto che imporre divieti, i parchi naturali intendono sensibilizzare l’opinione pubblica. Attraverso strumenti di comunicazione e orientamento mirati, sia sul territorio che sui canali digitali, si promuove un comportamento rispettoso della natura e del paesaggio. In queste settimane prende inoltre avvio una nuova campagna dedicata al paesaggio naturale e culturale della Provincia. Ulteriori informazioni della campagna RESPECT trovi qui.
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